venerdì 8 marzo 2013

la cultura del cibo

Ci sono... ci siamo ancora! Quanto mi manca scrivere e soprattutto quanto mi manca poter cucinare!
All'inizio del 2013 abbiamo deciso di regalarci la nuova cucina e dopo un'estenuante ricerca abbiamo trovato quella che ci piace! Una cosa tira l'altra e... "visto che ci siamo spostiamo quell'interruttore", "visto che ci siamo togliamo le mattonelle" e alla fine sono dieci giorni che la nostra cucina vuota ospita elettricisti, idraulici e muratori.
Ci siamo quasi e la prossima settimana la nuova cucina sarà montata e potrò finalmente rimettermi ai fornelli!
Visto che logisticamente non ho potuto fare esperimenti culinari, ho letto ed ho riflettuto...
Cosa?

Ho pensato che sottovalutiamo il valore e l'importanza del cibo e il piacere della tavola. Senza un luogo di incontro come la tavola imbandita, ci sono meno momenti per stare insieme, non possiamo usare le cene come spazio per incontrare amici e non possiamo goderci il cibo. Il cibo è occasione di incontro e relazione, quindi.
In realtà ci stanno ospitando parenti e amici deliziandoci di ogni prelibatezza, ma lo scegliere cosa mangiare, assecondare i propri gusti è comunque una necessità.
Ho letto un bellissimo saggio sul valore antrolopogico del cibo dove si afferma che la scelta del cibo ha un forte valore simbolico: gli alimenti che scegliamo e ingerirli significa traformarli nella nostra sostanza intima, farli diventare parte di noi. L’alimentazione quindi come desiderio, appetito, piacere, ma anche della diffidenza, dell’incertezza, e dell’ansietà, se pensiamo a ciò che potrebbe non piacerci, intossicarci, farci del male.
Una scelta spontanea, selezione per sopravvivere, ma anche per assecondare i propri gusti e se volessimo andare oltre e insinuarci nella sociologia, scelta legata anche ruolo e abitudini sociali: dimmi cosa mangi e ti dirò che sei.
E potremmo parlare del cibo nelle religioni, delle scelte etiche vegetariane, delle ritualità e delle tradizioni del cibo. Che meraviglia....
Questo post senza ricetta è finito per diventare un mix filosofico, ne sono consapevole e cercherò di concludere con il mio pensiero: credo che dovremmo essere sempre più consapevoli di ciò che mangiamo, compriamo, per noi, per il nostro benessere, per il pianeta, ma anche per la nostra identità.

"Il punto non è mangiare nè vivere,
è sapere il perchè"
M. Barnabey "Estasi culinarie"








4 commenti:

  1. Allora è proprio vero che in assenza di qualcosa, ci rendiamo conto della sua importanza! :)
    Spero che la vostra nuova cucina sia una "fucina" di creatività e prelibatezze che fanno star bene lo spirito e il cuore, come fra l'altro sono le ricette che pubblichi da sempre (a dimostrazione i "flauti" che ho fatto seguendo te e che mi hanno rallegrato le colazioni di un'intera settimana!).
    Allora ti aspettiamo! ;)

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  2. Io trovo che sia un post stupendo, carico di significati e valori.. di bellezza e di profondità! Grazie davvero.. ed hai proprio ragione. Il cibo non è solo cibo.. ma un modo per trasformare l'amore in un gesto concreto. E' un modo di esprimersi, di comunicare, di prendersi cura di chi si ama. Un abbraccione. Forte forte! Sono certa che la tua cucina sarà uno splendore :)

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  3. Beh, come posso non condividere tutto quello che hai scritto. Post davvero bellissimo, approvo in pieno, bravissima!
    Baci! Roberta

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  4. eleonora scotto5 maggio 2013 14:13

    Eccomi! intanto complimenti per la nuova cucina e...e ora come me la lego l istantanea voglia di pane di ramerino con pasta madre???!!!! brava chiarinas sei una donna dalle mille sfavillanti sfaccettature:) xxx

    Ele

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